Paura dell’abbandono : esserne consapevoli, per superarla

Quando una relazione d’amore o di amicizia finisce o se un figlio ormai grande cerca la sua indipendenza, dovremmo accettare queste situazioni, anche se ci fanno star male.

Anzi, se un figlio se ne va da casa,  dobbiamo rallegrarci con noi stessi per aver fatto un buon lavoro nell’ aver facilitato il suo desiderio di indipendenza e la sua crescita, ma anche quando se ne va il coniuge o se perdiamo un amico, non rimane che accettare la separazione, dal momento che non si può trattenere nessuno contro la propria volontà. Un comportamento diverso, infatti, oltre a testimoniare una mancanza di rispetto nei confronti delle decisioni altrui, sarebbe solo fonte di frustrazioni e di infelicità per tutti.

Eppure c’è chi cerca di trattenere le persone vicine a sé, pensando di agire nel modo migliore, convinto di essere spinto da buone intenzioni, e non capisce che in realtà  è condizionato dalla paura dell’abbandono.

“Spesso anzi più la persona è insicura, più pensa che il suo problema sia solo esterno: “Sto male perché lui se ne va”. Invece no: il dolore viene da dentro, l’altro è solo un riempitivo. Non si soffre per l’altro ma per se stessi: perché la sua scomparsa causerà un vuoto a noi. Accogliere quel vuoto è il primo passo per diventare adulti completi” (Riza Psicosomatica, aprile 2019).

Soprattutto per superare la fine di una relazione amorosa è importante accettare che la sofferenza che ne deriva ci invada, senza cedere all’ istinto di incolpare l’altra persona, ma solo accettando di star male. La sofferenza è sempre un passaggio doloroso che appartiene alla vita. “Dobbiamo passare per forza attraverso questo periodo di forte dolore, che può essere riempito di significato e non dal tentativo di esonerarsi dalla sofferenza” (Repubblica.it, 19 Aprile 2019).

La cosa più importante è spostare lo  sguardo dall’ esterno verso l’interno, perché solo in questo modo si potrà capire che la causa della sofferenza va ricercata nella propria insicurezza, nell’ insoddisfazione, nella paura del vuoto e del cambiamento e nell’ incapacità di vivere in modo adulto.

Solo la trasformazione, che ne seguirà,  può essere un’occasione di rinascita e potrà ricordarci che la relazione principale è quella con se stessi e che è necessario recuperare quell’ individualità, che viene spesso sacrificata, quando in un  rapporto si è oppressi dalla paura dell’abbandono.

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