La semplicità passa dalla complessità

L’esperienza dimostra  che  per noi è più facile complicare, mentre è molto difficile semplificare. Basti pensare che, se la vita è difficile, noi la rendiamo molto più difficile e complicata proprio attraverso la formulazione di pensieri spesso depotenzianti, attraverso  l’attaccamento a  convinzioni ed a pregiudizi ed a causa dell’incapacità di superare le nostre paure, che invece alimentiamo di continuo.

Se per noi purtroppo la semplicità non è una dote innata,  la possiamo però raggiungere. Essere semplici è infatti un punto di arrivo di un percorso, in cui le due tendenze, semplicità e complessità non si contrappongono.

La vita semplice si conquista infatti  proprio dopo aver fatto esperienza della vita complicata.

Vivere con semplicità non significa infatti limitarsi a ridurre alcuni degli aspetti della vita, privarsi di qualcosa, né tanto meno renderla vuota, perché la semplicità non è la banalità né la superficialità. Se, per complicare, basta aggiungere, per semplificare, non basta togliere, ma bisogna aver maturato una certa esperienza di vita.

Per vivere e capire  la complessità della vita,  non basta osservarla da lontano, ma dobbiamo penetrarla ed attraversarla. Solo dopo aver maturato una visione di insieme attraverso  la comprensione della complessità e delle contraddizioni della vita si può  capire infatti ciò che conta davvero,  si può comprendere l’essenza delle cose, che si cela al di là delle apparenze, delle convenzioni e delle convinzioni, si può  essere in grado di distinguere l’essenziale dal superfluo e si è liberi da ciò che ci sentiamo obbligati di fare, per perseguire ciò che veramente desideriamo.

E’ dalla conoscenza della complessità, quindi, che deriva   la possibilità di semplificarsi la vita, di non sprecarla nei dettagli e di gestire con più semplicità anche tutte le  complesse contraddizioni dell’essere uomini e di padroneggiare meglio la complicata varietà delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri.

 

 

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