Ciò che vediamo dipende dal nostro sguardo

La nostra conoscenza deriva dai nostri studi, dalla nostra esperienza e dall’ osservazione di ciò che vediamo.

Questa osservazione però non mai è incondizionata, ma proviene e dipende da una angolazione particolare ed unica, la nostra.

“Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose: la veduta dipende dallo sguardo…”: scriveva Alda Merini.

Noi infatti vediamo ciò che ci circonda secondo la nostra percezione soggettiva: “noi non vediamo la realtà, ma la nostra interpretazione della realtà” (Cesare Giacobbe).

Pur guardando tutti le stesse cose,  ognuno di noi vede cose diverse a seconda del proprio punto di vista, del proprio vissuto, della propria storia, della propria cultura, delle proprie convinzioni, dei propri pregiudizi. Cosa e come vediamo dipende anche dalle nostre risorse, dalle nostre debolezze, da ciò che vogliamo  e dalla nostra sensibilità all’ osservazione.

Purtroppo siamo abituati a vedere in modo automatico ed inconsapevole, invece dovremmo fermarci a comprendere lo sguardo con cui noi guardiamo il mondo, senza però giudicarlo, ma semplicemente accettandolo così come è, per poter capire con quale filtro leggiamo la realtà che ci circonda.

Innanzitutto potrebbe dirci molto su di noi, del nostro modo di essere e di pensare e potrebbe svelarci alcuni aspetti della nostra interiorità,  di cui neppure noi siamo consapevoli. 

Solo se ci siamo fermati a riflettere sul nostro “sguardo”, abbiamo poi la possibilità di allontanarci dai nostri schemi abituali, di andare oltre le nostre convinzioni, i nostri pregiudizi, le idee stereotipate, oltre ciò che abbiamo accettato in modo acritico, oltre le nostre paure. In questo modo possiamo rivedere le cose in modo nuovo, da altri punti di vista ed anche accrescere la nostra visione sul mondo, per guardare quello che prima non avevamo visto o che nessuno aveva osservato, pur vedendo le stesse cose. 

 

 

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