Ciò che ci irrita negli altri ci aiuta a crescere

Capita di irritarci con qualcuno e di non riuscire proprio a sopportarlo. In questi casi pensiamo solamente alla rabbia che ci provoca, ma non consideriamo che, soprattutto quando la nostra ira è eccessiva rispetto alla circostanza, inconsapevolmente quel fatto o quella persona ci aiutano a smuovere parti di noi che non vogliamo vedere, perché non ci piacciono o perché non riusciamo a viverle con serenità o che non accettiamo,  per salvaguardare l’immagine ideale, che abbiamo di noi stessi.

Di conseguenza quanto più siamo toccati nel vivo per qualcosa che ci interessa o ci fa male, tanto più ci arrabbiamo: “se odi qualcuno, vuol dire che in lui odi qualcosa che fa parte di te. Ciò che non fa parte di noi non ci disturba (Hermann Hesse).

Però può irritarci degli altri non solo ciò che  è anche dentro di noi e da cui  stiamo prendendo le distanze, ma anche ciò che  non abbiamo e che invece vorremmo avere. Se per esempio ci fa arrabbiare la leggerezza di una persona,  probabilmente avviene perché noi al contrario siamo troppo pesanti e non riusciamo a vivere con più spensieratezza, senza sentirci in colpa.

Quello che sfugge alla nostra consapevolezza  è che  “tutto ciò che degli altri ci irrita può portarci alla comprensione di noi stessi”, come diceva Carl Gustav Jung. 

Quando ci irrita il comportamento delle altre persone, non dobbiamo perciò sprecare l’occasione, ma dobbiamo capire cosa ci abbia tanto disturbato,  per poter lasciar emergere quelle paura, quel dolore e quelle parti di noi, che erano state allontanate e che sono state riattivate da quella circostanza. Se riusciamo ad osservarle, possiamo infatti  conoscere e comprendere ciò che di noi altrimenti sarebbe rimasto nascosto e  risolvere così il problema, che si è bloccato in noi ed anche recuperare le nostre  risorse e le nostre potenzialità.

 

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